Il nostro caro collega e amico Olivier Vandecasteele non sta bene e siamo preoccupati. Il nostro collega cooperante belga è detenuto da quasi un anno all’interno di un carcere iraniano in condizioni terribili, che hanno un impatto preoccupante sulla sua salute. Ogni giorno trascorso in prigione, con le luci sempre accese, il riscaldamento insufficiente e il cibo inadeguato, ha un impatto sulla sua salute mentale e riduce le sue speranze di essere liberato.

Olivier è stato arrestato dal regime iraniano nel febbraio 2022 e condannato a 40 anni di carcere e 74 frustate. Il suo arresto è avvenuto in un contesto in cui il regime, scosso dalla rivolta popolare, voleva negoziare con le autorità belghe il trasferimento di un cittadino iraniano riconosciuto colpevole di aver tentato di organizzare un attentato terroristico. Altri cittadini stranieri sono stati imprigionati in Iran e sono visti come merce di scambio.

Olivier non merita di essere il danno collaterale di manovre diplomatiche che sono al di sopra e al di fuori di lui. È prima di tutto un uomo che lavora per sostenere le popolazioni vulnerabili sul campo, in luoghi in cui l’azione umanitaria è legittima, conducendo una lotta a fianco di MdM contro le disuguaglianze sociali e sanitarie. È stato riconosciuto per il suo impegno, il suo coraggio e la sua solidarietà, eppure è stato scelto come bersaglio in questa sfortunata circostanza.

Fare del male a Olivier è attaccare tutti coloro che sono impegnati nell’aiuto umanitario. Un attacco che toglie alle persone la possibilità di ottenere sollievo dalle proprio sofferenze grazie all’impegno altrui. Fare del male a Olivier significa invadere uno spazio di impegno umanitario indipendente, imparziale e neutrale, uno spazio che difendiamo e che ci permette di avvicinarci il più possibile all’ingiustizia e ai bisogni di chi soffre.

La comunità internazionale nel suo complesso dovrebbe difendere incondizionatamente questi principi per garantire che le nostre azioni siano efficaci e per ridurre i rischi che corrono le nostre squadre sul campo.

In questo contesto chiediamo che Olivier venga immediatamente rilasciato e invitiamo tutte le parti coinvolte a rispettare la sua dignità e la sua integrità fisica e morale. Siamo fermamente decisi a far sapere ai nostri concittadini quanto la sua vita sia preziosa per noi e stiamo organizzando raduni in varie città del mondo sabato 28 gennaio per inviare un messaggio di solidarietà a Olivier.

 

 

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