Foto: Jean-Pierre Amigo

18 000 000 persone
coinvolte. (1)
Più di 12.000.000 persone
hanno bisogno di
assistenza umanitaria
salvavita.(2)
Più di
6 000 000 persone sono
destinate all’assistenza
sanitaria e umanitaria.(3)
1,424 vittime civili,
di cui 516 uccise.
76 bambini sono
stati feriti e 41 uccisi.(4)
Più di
2 000 000 rifugiati;
1 000 000 di persone
recentemente sfollate
in Ucraina.(5)

Il conflitto armato in Ucraina è scoppiato all’inizio del 2014 producendo rapidamente una lunga fase di stallo, con regolari bombardamenti e piccoli conflitti lungo la linea di contatto nell’est dell’Ucraina. Il 24 febbraio, dopo settimane di crescente tensione. Mentre le ostilità preesistenti nelle regioni dell’Oblast Donetska e Luhanska si sono notevolmente intensificate, il conflitto  è si accentuato, con bombardamenti  e bombardamento di artiglieria nelle principali città, in tutte le parti del paese, compresa la capitale, Kiev.

I civili sono gravemente colpiti: Ogni giorno gli attacchi mirati alle infrastrutture critiche per la vita, le scuole, gli asili, le reti elettriche e del riscaldamento, lasciano le persone senza accesso all’istruzione, all’elettricità e alla comunicazione, oltre a lasciarle in case fredde durante la stagione invernale. Inoltre, ci sono stati attacchi agli impianti nucleari. La centrale nucleare di Chernobyl/NPP è stata sequestrata dalle truppe russe il 24 febbraio dopo un attacco con carri armati che ha provocato la fuoriuscita di materiale radioattivo a causa dello spostamento nel suolo.  Gli attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhia, la più grande centrale nucleare in Europa, sono ancora in corso e c’è già stato un incendio.

Il conflitto armato attivo sta colpendo pesantemente le infrastrutture sanitarie, i servizi medici e le forniture. Ci sono reports di 34 strutture sanitarie distrutte, alcune delle quali hanno edifici rovinati, sistemi di utilità, interruzione della fornitura di energia e acqua, mentre alcune sono irreparabili, secondo Viktor Liashko, ministro della sanità dell’Ucraina (6) . La catena di approvvigionamento e’ interrotta lasciando le persone colpite senza medicine vitali. Anche le farmacie subiscono danni e hanno scorte molto basse. L’accesso alle medicine è limitato; le persone devono mettersi fila davanti alle farmacie tra le sirene d’allarme (7). La pandemia di COVID-19 continua ad avere un grande impatto sul sistema sanitario e sulla popolazione – i livelli di incidenza, sebbene in diminuzione, rimangono alti e la copertura vaccinale tra i gruppi di popolazione vulnerabili resta inadeguata. Si stanno già verificando carenze di forniture dovute all’interruzione della catena di approvvigionamento. L’OMS ha espresso i terribili rischi riguardo alla mancanza di disponibilità di letti e di ossigeno necessari per il trattamento dei pazienti gravemente malati di COVID-19 (8).

Inoltre, il commissario del Parlamento ucraino per i diritti umani Lyudmila Denisova ha riferito che le forze armate russe hanno sequestrato una struttura per la salute mentale a Borodianka, nella regione di Kiev, con 600 pazienti con persistenti disabilità intellettuali e/o mentali che hanno bisogno di cure e trattamenti costanti. Secondo i residenti della città, l’area intorno alla struttura è stata minata e i pazienti e il personale sono stati trasformati in scudi umani. La situazione logistica è critica. Ci sono reports su attacchi ad autobus civili e auto con persone in fuga alcune delle quali sono state uccise e ferite. 

Tutti questi attacchi violano la IV Convenzione dell’Aia sulle leggi e gli usi della guerra per terra e il suo allegato: Regolamento sulle leggi e gli usi della guerra per terra del 18 ottobre 1907 (9) e la IV Convenzione di Ginevra sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra del 12 agosto 1949 10
I civili e i beni civili, comprese le infrastrutture civili critiche, non devono essere oggetto di un attacco. Il diritto internazionale umanitario obbliga anche le parti a prendere tutte le misure precauzionali possibili per evitare, e in ogni caso ridurre al minimo, la perdita accidentale di vite civili, provocare lesioni ai civili e i danni agli beni civili. In altre parole, le aree residenziali non devono essere prese di mira o usate come scudi. Allo stesso modo, le infrastrutture civili utilizzate per fornire servizi essenziali, come acqua, elettricità e gas, non devono essere attaccate o messe in pericolo con il rischio di essere danneggiate o distrutte a causa della presenza militare nelle vicinanze. Secondo la IV Convenzione di Ginevra e la risoluzione 2286 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il personale sanitario e le strutture sanitarie, come gli ospedali e altre strutture che sono state istituite per scopi medici, devono essere rispettate e protette in ogni circostanza. Le unità mediche non possono essere attaccate e l’accesso ad esse non può essere limitato.  

I combattimenti in corso continuano a mietere vittime, a ferire le persone, a sconvolgere la situazione economica e le reti sociali. L’azione principale che può prevenire ulteriori sofferenze per coloro che si trovano in prima linea e per le loro famiglie è la fine immediata delle ostilità e il mantenimento del cessate il fuoco. Oltre alle vittime, il trauma psicologico aumenta con il passare del tempo, poiché le persone tendono a porre al limite i loro meccanismi di sopravvivenza – sia psicologici che finanziari. 

Medici del Mondo Spagna esprime la sua profonda preoccupazione per la situazione con le minacce alla vita e alla salute dei civili e chiede alle parti in conflitto e ai governi sostenitori di: 

  • Fermare immediatamente le ostilità e aprire i negoziati.
  • Aprire corridoi umanitari e assicurare l’evacuazione sicura dei civili.
  • Fermare gli attacchi alle infrastrutture critiche salvavita, in particolare le strutture mediche e proteggere i beni che possono provocare un disastro ambientale per il continente, se non protetti.
  • Proteggere la popolazione civile da attacchi e aggressioni.
  • Fornire un accesso sicuro e senza ostacoli all’assistenza umanitaria nelle aree colpite e garantire la sicurezza del personale umanitario in modo che le organizzazioni umanitarie siano in grado di fornire assistenza vitale.
  • Condannare l’uso di attacchi indiscriminati contro aree popolate ed esigere che le parti in conflitto e i governi sostenitori rispettino il Diritto Internazionale Umanitario e la IV Convenzione di Ginevra che proteggono i diritti dei civili durante i conflitti armati.

 

Note

  1. Public Health Situation Analysis (3 March) – WHO, (trad.  Analisi della situazione sulla salute pubblica (3 marzo), OMS).
  2. Ukraine: Humanitarian Impact Situation Report (As of 3:00 p.m. (EET), 9 March 2022) – Ukraine | ReliefWeb (trad. Ucraina: Rapporto sulla situazione dell’impatto umanitario (alle 15:00 (EET), 9 marzo 2022) – Ucraina | ReliefWeb.
  3. OCHA (trad. OCHA – Ufficio dell’ONU per il Coordinamento delle Azioni Umanitarie). Anche: Ukraine: Public Health Situation Analysis (PHSA) Ukraine – 03/03/2022 [ENG] | HumanitarianResponse (trad. Ucraina: Analisi della situazione della salute pubblica (PHSA) Ucraina – 03/03/2022 [ENG] | Humanitarian Response.
  4. Ukraine: Humanitarian Impact Situation Report (As of 3:00 p.m. (EET), 9 March 2022) – Ukraine | ReliefWeb (trad. Ucraina: Rapporto sulla situazione dell’impatto umanitario (alle 15:00 (EET), 9 marzo 2022) – Ucraina | ReliefWeb).
  5. Ukraine: Humanitarian Impact Situation Report (As of 3:00 p.m. (EET), 9 March 2022) – Ukraine | ReliefWeb (trad. Ucraina: Rapporto sulla situazione dell’impatto umanitario (alle 15:00 (EET), 9 marzo 2022) – Ucraina | ReliefWeb)
  6. Data for the 6th of March, (trad. Dati del 6 Marzo)
  7. Public Health Situation Analysis (3 March) WHO (Analisi della situazione della salute pubblica (3 marzo), OMS).
  8.  WHO Ukraine: Public Health Situation Analysis (PHSA) Ukraine – 03/03/2022 [ENG] (trad. OMS Ucraina: Analisi della situazione della salute pubblica (PHSA) Ucraina – 03/03/2022 [ENG]).
  9. https://ihl-databases.icrc.org/applic/ihl/ihl.nsf/0/1d1726425f6955aec125641e0038bfd6 (Sezione 2, Capitolo 1).
  10. https://www.un.org/en/genocideprevention/documents/atrocity-crimes/Doc.33_GC-IV-EN.pdf

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